venerdì 11 ottobre 2013

Torta di pesche Abbot agli amaretti pralinata alle mandorle

Sulla mia comoda poltrona, da piccina, ho visto e rivisto la commedia dal sapore molto retrò Papà Gambalunga....
                                                 Seguendo i criteri della "custologia",


 mi sono immaginata un meraviglioso dolce, ideale per la merenda. Quel tipo di merenda che sognava ad occhi aperti la piccola Jerusha Abbot, una povera orfanella il cui cognome è stato preso casualmente dall'elenco telefonico (Abbot è nella prima pagina). Lei, che di torte dolci e morbide ne aveva solo la fantasia, come di un abbraccio.





Alla soglia dei 18 anni, uno sconosciuto e ricco membro del consiglio dell'orfanotrofio, colpito dal suo talento nello scrivere,[1] decide di diventare tutore di Jerusha e le da l'occasione di frequentare l'università. Il  benefattore, che rimane anonimo (si farà chiamare John Smith) pone come condizione che Jerusha gli scriva costantemente per raccontargli i suoi progressi nello studio e nella vita. La ragazza immagina questo strano personaggio, con la sua lunga ombra dalle gambe sottili creata su una parete dalla luce dei fari della sua auto: perciò losoprannominerà "Papà Gambalunga"[2].


La vita di Jerusha durante università (come viene scritto nelle lettere che scrive al suo tutore) cerca di integrarsi nell'ambiente alto-borghese in cui si trova e cela di essere orfana: si farà chiamare Judy[3] e fingerà di essere di buona famiglia, che ha un tutore che amministra i suoi beni. Judy avrà  delle compagne di stanza,Julia Pendleton e Sallie McBright e si innamorerà di Jervie Pendleton. La storia però riguarda soprattutto il mistero sull'identità di Papà Gambalunga: Judy vorrebbe conoscerlo ma lui non vuole. La rivelazione arriverà solo nel finale, quando Judy già laureata, scoprirà chi é Papà Gambalunga.


Papà Gambalunga è un romanzo del 1912 di J.Webster, da cui sono stati tratti molti adattamenti: il più famoso é il film Papà Gambalunga del 1955 con Fred Astaire. Daddy Long Legs (titolo originale) è il soprannome che si da negli USA ai ragni dalle gambe sottili e lunghe.


Ma ora veniamo alla ricetta!

 
Si può confezionare in tutte le stagioni, perchè le pesche sono sciroppate e quindi si possono reperire anche fuori stagione.
Certamente, chi vuole, in estate, può usare le pesche fresche, avendo l'accortezza di aggiungere circa 20-30 gr di zucchero semolato all'impasto.
A voi buongustai!
                             
Ingredienti:
250 gr di pesche sciroppate
150 gr di zucchero semolato
100 gr di farina 00
70 gr di amaretti
4 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 bicchierino da liquore, di rhum
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di granella di mandorle
olio di semi q.b.
pangrattato q.b.


                                               Lavorazione:
Oliare e cospargere di pangrattato una tortiera del diametro di circa 26-28 cm
.
Dividere i tuorli dagli abumi e montare, con lo sbattitore, lo zucchero con i rossi finchè risulti una crema chiara e liscia.

Aggiungere la farina, il lievito e la vanillina setacciati.
Montare a neve ben ferma, gli albumi e unirli, molto delicatamente, al composto precedente, avendo cura che non  si smontino.Ora, inzuppare gli amaretti in una "bagna" composta da rhum e da acqua q.b.
Versare la crema, ottenuta prima, nella tortiera e guarnirla con i suddetti amaretti, le pesche (divise a metà) e la granella di mandorle. Infornare con modalità ventilata in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti.


                               Quando è pronta, cospargerla leggermente di zucchero a velo.
                                     E' una torta che merita davvero di essere mangiata!




 
 
 

martedì 8 ottobre 2013

Budino di cipolle bianche appassite con chiodini trifolati e cipolle rosse di Tropea caramellate

Vorrei presentarvi una ricetta raffinata di verdure, che sicuramente stupirà gli ospiti per bontà e presentazione.

 
In questa ricetta convivono due cipolle di diversa origine: la bianca, cucinata principalmente in Piemonte e Lombardia e quella rossa di Tropea, tipica della Calabria.


Parlando invece di funghi, la tradizione Piemontese, vuole che vengano cucinati in un tegame in terracotta per mantenere intatto l’aroma dei funghi stessi.


I "chiodini" (Armillaria mellea) venivano chiamati "asparagi dei funghi", in quanto la parte più buona è l'estremità superiore del gambo insieme al cappello;si possono trovare sia in pianura che in montagna.

Questa è una creazione composta da più elementi, possibilmente Dop e biologici, che si fondono fra loro lasciando in bocca un sapore meraviglioso e delicato. 
Una preparazione inconsueta ed elegante per un
piatto sano, fatto di ingredienti genuini.

A voi lascio il piacere di ricreare questa meraviglia...

Ingredienti (per 6 persone):

per il budino
300 gr di cipolle bianche
2 cucchiai di aceto di mele
3 dl di latte vaccino
1 dl di panna freschissima
2 uova intere
2 tuorli
un mazzetto guarnito (rosmarino, salvia, maggiorana, timo)
6 cucchiai di caramello
olio extra vergine di oliva Dop, spremuto a freddo
sale dolce di Cervia q.b.
pepe tellicherry macinato al momento

per il caramello
240 gr di zucchero semolato
120 ml di acqua naturale

per i funghi trifolati
circa 400 gr di funghi chiodini
prezzemolo fresco tritato q.b.
una fesa d'aglio
20 gr di burro
2 cucchiai di olio evo
sale q.b.

per le cipolle caramellate
4-5 piccole cipolle di Tropea Dop
un cucchiaio di zucchero semolato
un rametto di rosmarino
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

Lavorazione:

del budino di cipolle
Mondare le cipolle bianche, affettarle e farle appassire in una padella, con due cucchiai di olio, aromatizzando col mazzetto guarnito.
Aggiustare di sale e bagnare con l'aceto di mele, lasciandolo sfumare.

 
Quando sono cotte, eliminare gli aromi e pepare.
Quindi, lasciar raffreddare.
Frullare le cipolle con il latte, le uova e i tuorli e poi incorporare la panna, mescolando bene.

del caramello
In un pentolino, scaldare a fuoco basso,  lo zucchero, in modo da evitare di bruciarlo ancora prima che si caramelli.
In un altro tegamino, far bollire 120 ml di acqua (perché deve miscelarsi con lo zucchero senza solidificarsi).
Quando si sarà formato il caramello (con il tipico colore  marrone) aggiungere nel pentolino, l’acqua in ebollizione e mescolare rapidamente.


dei funghi trifolati
Pulire i chiodini con uno straccio umido e lasciarli interi.
Intanto scaldare, in una padella antiaderente, il burro con l'olio e la fesa d'aglio.
Poi, versarvi i funghi e cuocerli, per qualche minuto, a fuoco vivace per mantenerne la forma e l'aroma, mescolando delicatamente.
Salare e cospargere di prezzemolo tritato.


delle cipolle caramellate
Affettare le cipolle rosse, pulite, e porle in una padella oliata, lasciandole appassire, coperte.
Quando si sono ammorbidite, aggiungere, un rametto di rosmarino, lo zucchero, un pizzico di sale e far caramellare.

Preparati tutti gli elementi del piatto, ricoprire il fondo di sei stampini, con il caramello e versarvi la crema di cipolle, precedentemente preparata.
Cuocere a bagnomaria, nel forno già caldo a 160° per circa 45 minuti.
Per controllarne la cottura, inserire nei budini uno stecchino, che deve uscirne asciutto
.
 
Sformare  e servire tiepidi.
Assemblare il piatto ad arte e ....
BUON APPETITO!

 
 
 


 













































 













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