lunedì 6 maggio 2013

Primula

Benvenuta, o pallida primula, che appari
Tra le foglie sbiadite del frassino e della quercia,             
 Che ricoprono
  Di sé i boschi e i prati,
Tra il muschio rampicante e il verde cupo dell'edera:
 Quanto la tua presenza abbellisce la terra;
Con quale dolcezza il tuo orgoglio semplice e modesto
Risplende sulle sponde assolate, e ai margini tiepidi dei
 Boschi,
 Dove i tuoi fiori incantati si ritrovano a gruppi.

     da Rural poems di John Clare (1793-1864)

La primula selvatica, in passato si trovava in zone boschive, lungo i ruscelli e nei campi incolti, dove la mano dell'uomo non passava.
Infatti nell'epoca vittoriana, è stata fatta incetta di questo fiore, per curare i reumatismi e l'emicrania.
Il suo nome deriva dal latino "primus", questo perchè i suoi fiori sbocciano subito dopo il termine delle gelate invernali.
Essa é sempre stata associata alla giovinezza e alla tristezza.
Tutti i poeti, nei loro componimenti, si sono riferiti a lei, come ad un fiore "pallido", dai colori che vanno dal giallo al verde e persino al bianco; niente a che vedere con le primule coltivate, dai mille colori sgargianti.
"pallide primule che muoiono nubili" dal Racconto d'inverno di Shakespeare
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